venerdì 6 maggio 2011

sabato 16 aprile 2011

dispositivo di anti ribaltamento delle trattrici

L’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL) ha pubblicato dei nuovi aggiornamenti delle linee guida "Installazione dei dispositivi di protezione in caso di ribaltamento nei trattori agricoli o forestali" ed in particolare sono state aggiunte alcune parti testuali e due schede di strutture di protezione per l'adeguamento di specifici modelli di trattori.
Ricordiamo che il documento vuole esser d’aiuto per l’adeguamento dei trattori agricoli o forestali ai requisiti di sicurezza delle attrezzature di lavoro - previsti al punto 2.4 della parte II dell’allegato V del D.Lgs. 81/08 - fornendo informazioni tecniche e procedurali necessarie per l’installazione dei dispositivi di protezione in caso di ribaltamento sui trattori a ruote, a carreggiata standard e a carreggiata stretta, e sui trattori cingolati.
Le schede sono corredate da informazioni tecniche utili a garantire un robusto ancoraggio del telaio di protezione alla struttura portante del trattore.
 

domenica 10 aprile 2011

Pollicoltura

La pollicoltura è l'attività consistente nell'allevamento di polli in vasta scala, di tipo intensivo, in uso in Italia e in molti altri paesi del mondo.

Allevamento di galline ovaiole

Esistono vari tipi di allevamento delle galline ovaiole, cioè destinate alla produzione di uova ad uso commerciale:
  • allevamento in gabbie
  • allevamento in gabbie modificate o arricchite
  • allevamento a terra
  • allevamento all'aperto (free range)
  • allevamento biologico
Nell'allevamento in gabbia convenzionale, o batteria, le galline vengono sistemate in strutture metalliche, dette stie, di 40 cm di altezza e 550 cm2 di superficie piana leggermente inclinata, servite da mangiatoie (10 cm disponibili per capo) e abbeveratoi a rifornimento automatico. Le gabbie sono sovrapposte in 4-5 livelli ed ognuna contiene 5 animali con una densità di popolazione di 22 animali per mq.
La direttiva CE 99/74 mette di fatto al bando questo sistema di allevamento entro il 2012. Dal 5 ottobre 2003 tutti i nuovi impianti per allevamento in batteria devono allestire gabbie modificate o arricchite con una superficie di 750 cm2, un'altezza di almeno 45 cm, posatoi con almeno 15 cm disponibili per capo, 12 cm di mangiatoia disponibili a pollo, almeno 2 abbeveratoi e un nido per gabbia, una lettiera per razzolare e dispositivi per il taglio delle unghie che non possono usurarsi da sole senza sufficiente razzolamento. Le gabbie devono essere separate da corridoi larghi almeno 90 cm. Viene inoltre vietata ogni tipo di mutilazione ad eccezione del debecaggio nelle gabbie affollate per prevenire il cannibalismo.
Gli altri tipi di allevamento diversi dalla gabbia sono chiamati sistemi alternativi.
Nell'allevamento a terra i polli vivono liberi in capannoni a diversi livelli (da 1 a 4) con un nido ogni 7 animali e dove si trovano le mangiatoie e gli abbeveratoi. Il capannone a piano singolo è il sistema più comune, composto da un pavimento grigliato inclinato al di sotto del quale si trova la fossa biologica di raccolta delle deiezioni, la densità è di circa 10 capi per m2. Gli aviari si estendono invece in altezza con più piani aperti sovrapposti al di sotto dei quali si trova il pavimento grigliato. La densità può raggiungere i 20 capi per m2.
Nell'allevamento all'aperto (free range) le galline hanno a disposizione un ricovero al riparo dalle intemperie, con mangiatoie e abbeveratoi, ed uno spazio aperto dove razzolare. Anche in questo caso la densità di popolazione è minore, ma la mortalità è leggermente più alta rispetto all'allevamento in gabbia con un minore produzione di uova.
L'allevamento biologico è simile all'allevamento all'aperto, ma segue un proprio disciplinare di produzione che prevede l'utilizzo di razze di polli rustici (preferibilmente autoctone provenienti esclusivamente da allevamenti biologici. La densità di popolazione non deve essere superiore i 6 animali per m2 nel ricovero (max 3000 ovaiole/ricovero) e devono avere accesso ad un parchetto esterno (4/m2 per capo) per almeno 1/3 della loro vita. Gli spazi esterni possono prevedere zone d'ombra e macchie di vegetazione per il riparo contro i predatori. L'alimentazione deve essere effettuata con mangimi biologici, in genere cereali.
Rispetto all'allevamento convenzionale in gabbia i tipi di allevamento alternativo (a terra, all'aperto, biologico) presentano alcuni vantaggi:
  • maggiore spazio per esprimere le forme comportamentali tipiche (razzolare, stendere e allargare le ali, tolettarsi, girarsi, arruffare le penne, ecc.)
  • ossa più robuste
  • maggiore facilità di ispezione delle galline
  • condizioni ambientali con minori livelli di ammoniaca e polveri (per gli allevamenti all'aperto e biologici)
Gli svantaggi invece sono:
  • incostante e minore produzione di uova
  • maggiori infestazione di malattie parassitarie e coccidiosi con conseguente ricorso all'utilizzo di farmaci
  • condizioni ambientali con aumentati livelli di ammoniaca e polveri dovute ad una meno frequente rimozione delle deiezioni (per i capannoni con allevamento a terra)
  • aumento di uova rotte, incrinate, sporche o deposte fuori dal nido

martedì 22 marzo 2011

prese di forza ho di potenza


La presa di potenza o Pdp (o PTO - Power Take Off in inglese), impropriamente definita presa di forza, è formata da un innesto presente nella parte posteriore dei trattori agricoli (in alcuni modelli è presente anche nella parte anteriore), ove vengono agganciati gli accessori.
Le prese di potenza possono avere diverse velocità, generalmente 540 e 1000 giri al minuto e possono essere sia sincronizzate (la velocità di rotazione varia con il variare della velocità del trattore), che non sincronizzate (la velocità di rotazione rimane invariata, indipendentemente della velocità del trattore).
buona sera

domenica 13 marzo 2011


  • Il Triticum monococcum (diploide con genoma A m ) comprende due sottospecie: T. monococcum aegilopoides, selvatico, e T. monococcum monococcum, coltivato, commercializzato con il nome di piccolo farro;
  • Il T. urartu (diploide con genoma A) esiste esclusivamente in forma selvatica. Benché i genomi di T. monococcum e T. urartu siano molto simili, le due specie sono considerate distinte poiché non danno progenie fertile se interfecondate;
  • Il T. turgidum (tetraploide con genomi BA), commercializzato come grano duro, è il frutto della ibridazione avvenuta tra una specie appartenente alla linea evolutiva dell' Aegilops speltoides e il polline del T. urartu. Il T. turgidum comprende numerose sottospecie di cui una delle più importanti è il T. turgidum dicoccum, coltivato e commercializzato con il nome difarro; dalla sottospecie T. turgidum dicoccum è stato successivamente derivato il grano duro (T. turgidum durum);
  • Il T. timopheevii (tetraploide con genomi GA), benché molto simile al T. turgidum, è il frutto di un'ibridazione più recente avvenuta tra l'Aegilops speltoides e il polline del T. urartu. Se interfecondate, T. turgidum e T. timopheevii non danno progenie fertile e sono pertanto considerate specie differenti. Al T. timopheevii appartengono due sottospecie: il T. timopheevii armeniacum, forma selvatica dalla quale è stata addomesticata una forma coltivata in alcune regioni del Caucaso, il T. timopheevii timopheevii;
  • Il T. aestivum (esaploide con genomi BAD) è derivato dall'ibridazione di una sottospecie coltivata di T. turgidum e il polline di una specie selvatica, l'Aegilops tauschii. Tutte le diverse sottospecie sono coltivate ma la più importante è il grano tenero;
  • Il T. zhukovskyi (esaploide con genomi GAAm ) è derivato dall'ibridazione tra T. timopheevii timopheevii e il polline del T. monococcum. Anche questa specie esiste solo in forma coltivata ed è presente in alcune regioni del Caucaso.

[modifica]Alimentazione

Il grano duro e il grano tenero sono utilizzati per l'alimentazione umana. Il grano duro contiene più proteine di quello tenero. Dal grano duro si producono semole e semolati dai granuli grossi con spigoli netti, mentre dal grano tenero si ottengono farine dai granuli sottili e tondeggianti.
Le farine di frumento, in generale, sono utilizzate per la panificazione, per la produzione di paste alimentari, di biscotti, di dolci, ecc. In particolare il grano duro è utilizzato per la produzione di pasta alimentare e di pane in alcune zone, quello tenero per la produzione di pane e altri prodotti da forno.
La legislazione italiana (Legge n. 580 del 1967) prevede che la pasta secca debba essere fabbricata solo ed esclusivamente con semola di grano duro. Qualsiasi aggiunta, anche se parziale, di grano tenero costituisce una frode. Non così però in altri Paesi in cui è possibile utilizzare la farina di grano tenero anche per la pasta.
Dalle cariossidi si ricavano anche amido e, previa fermentazione, alcool.
I principali componenti della farina sono l'amido ed il glutine ed inoltre destrina, zuccheri, gomme, piccole quantità di sostanze grasse, sostanze minerali, fosfati, sostanze coloranti e vitamine.
Con le moderne tecniche di macinazione dalla cariosside del frumento si separa il germe, da cui si può ricavare un olio (detto olio di frumento) di colore giallo-bruno, soggetto ad irrancidirsi facilmente ed impiegato soprattutto nella produzione dei saponi.
Inoltre, dalla coltivazione del grano deriva anche la paglia, impiegata per le lettiere dei bovini nelle stalle e per la fabbricazione della carta, e la crusca utilizzata come alimento per gli animali.

Il frumento


IL frumento o tritico, più diffusamente conosciuto come grano, è un genere della famiglia delle Graminacee o Poacee.
È il cereale di più antica coltura (vi sono tracce in Iraq, risalenti a 5000 anni fa).
Esso cresce ovunque, tranne che nelle fasce tropicali. La pianta produce infiorescenze in spighe. I frutti sono cariossidi e, se macinati, producono farina.
Il termine italiano viene usato per indicare sia la pianta che le cariossidi di tali piante.

Classificazione del frumento

La classificazione del genere Triticum è complessa ed è stata oggetto di numerosi e successivi studi; quella di van Slageren è la più recente ed è attualmente accettata dalla maggior parte degli studiosi. Inoltre, alcuni studiosi hanno suggerito l'unificazione del genere Aegilops con il genereTriticum. Per queste ragioni è possibile trovare citazioni di altre specie appartenenti al genereTriticum, attualmente declassate al rango di sottospecie o assegnate al genere Aegilops.
Il genere Triticum comprende 6 specie classificate in base al livello di ploidia (ossia al numero di cromosomi che compongono il genoma) ed alla composizione genomica.
Due specie sono diploidi con 14 cromosomi, due tetraploidi con 28 cromosomi e due esaploidi con 42 cromosomi.